Si è sempre fatto così, baby!
- Fabio Zaccaria

- 17 gen 2024
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 14 feb 2024
Compendio semiserio alle principali obiezioni al veganesimo, fra uomini delle caverne, fuochi primordiali, ancestrali migrazioni fra continenti e la mai sufficientemente diffusa abitudine di farsi il bidet

Stavo scrivendo il mio ultimo articolo sulle mucche felici, quando hanno cominciato a venirmi in mente le solite obiezioni che qualsiasi vegano si sarà sentito fare migliaia di volte. E ancora mentre scrivevo, già mi rivedevo nella consueta chiacchierata al bar a risollevare i soliti argomenti. Poi mi sono reso conto anche di un’altra cosa: del fatto, cioè, che quando rispondo di getto, spesso rispondo male, perdo dei pezzi, dimentico qualche cosa.
Quando rispondo di getto, perdo i pezzi per strada. Così ho deciso di mettere un po' di ordine fra i miei pensieri
E allora ho pensato di provare a mettere i pensieri qui in fila e a ragionarci come si deve. Spero di non aver dimenticato nulla, ma nel caso, fatemelo notare: sarà davvero un piacere trovare qualche nuovo spunto di riflessione e confrontarmi con un punto di vista che magari non avevo ancora incontrato.
Si è sempre fatto così
Sotto questo titolo, ci metto un po’ tutte quelle eccezioni al veganesimo che partono dal presupposto che l’uomo è sempre stato carnivoro. Lo era a vario titolo l’uomo di Neanderthal, lo erano i primi Sapiens, lo erano le comunità di cacciatori e raccoglitori del Paleolitico, lo erano gli uomini che, scoperto il fuoco, cominciarono a cuocere la carne e, secondo alcune ipotesi, diedero un enorme impulso allo sviluppo del cervello. Figuratevi che la cosa mi fa così poco effetto, che non sto neanche a citarvi il numero presso che identico di ricerche che sostiene esattamente il contrario. Insomma: che 100mila anni fa gli uomini fossero carnivori e io stesso lo sia stato praticamente fino a settimana scorsa mi pare, da un punto di vista teoretico, un argomento un po’ fragilino.
Se ci pensate bene, suffragio universale, abolizione della schiavitù e la convenzione di Ginevra sono conquiste dell'altro ieri
Seguendo questo modo di pensare, per esempio, non ci sarebbe nessuna ragione di riconoscere il voto alle donne (ricordiamoci che nel Canton Appenzeller, nella civilissima Svizzera, ci sono arrivati nel 1990), di disprezzare la schiavitù (la "Dichiarazione delle Potenze sull'abolizione del commercio di schiavi" è dell'8 febbraio del 1815, e la schiavitù mica finì quel giorno lì), o di ritenere un filo eccessivo che un pater familias abbia diritto di vita e di morte su tutti componenti del proprio nucleo familiare. Gli stupri etnici e le torture negli scenari di guerra sono sempre stati fra le pagine più disdicevoli della storia umana per tutta la sua durata e lo sono ancora oggi. Eppure non mi pare ci sia la coda di persone che sostengono che: “Bhe, si è sempre fatto così. Chi siamo noi per dire che non si fa”.
No. Direi che la motivazione: “Si è sempre fatto così”, non regge molto. In America, per qualcosa come diecimila anni, dal 20mila a.C. all’11mila a.C grosso modo, ci si è sempre andati a piedi; ma non mi pare una buona ragione per ignorare le offerte di voli in economy per New York, a meno che uno non abbia davvero molto tempo libero e adori camminare.
Siete amanti delle tradizioni? Bhe: ricordatevi sempre che la carta igienica è stata inventata nel 1850
L’abitudine di sterilizzare i ferri chirurgici è della seconda metà dell’800, eppure credo siano pochi quelli che, per amore di tradizione, tornerebbero alla buona vecchia abitudine di dare una pulitina al bisturi sfregandolo sulla manica della giacca, o magari sputandoci sopra. Eppure si è fatto così per un sacco di tempo. Così come per curare la febbre si usavano le sanguisughe, ottime anche nella cura della gotta.
Insomma: siete davvero fra quelli che “Si è sempre fatto così”? Allora ricordatevi che la pastasciutta, fino a pochi anni fa, era una roba molliccia e collosa, che il pomodoro, prima di Colombo, se lo mangiavano solo gli Inca, e che il caffè espresso è del 1884.
Ah, dimenticavo, la carta igienica è del 1850.
E' la natura, baby!
Un altro tormentone quando si parla di scelta di vita vegan è la questione della natura. L’uomo è per natura onnivoro, e quindi non possiamo andare contro natura. Allora, mettiamola così: sulla distinzione fra natura e cultura non mi ci metto neanche; c’è chi l’ha già fatto con più competenza di quanta io potrò mai avere. Quindi facciamo finta di prendere per buona l’ipotesi: l’uomo per sua natura mangia carne. Perfetto. Sono con voi. Però, per sua natura, l’uomo nasce anche nudo: condizione piacevole al mare in Croazia, ma francamente un po' meno se stiamo andando al lavoro in metropolitana: nudi, coi mocassini e la ventiquattrore in mano. Tenendo per altro conto che se è inverno, fa freddino, e siamo uomini, si rischia pure qualche brutta figura.
Forse non ci avete fatto caso, ma in natura non ci sono bidet, spazzolini da denti e neanche le canottiere con la lana fuori e il cotone sulla pelle
In natura poi non ci sono bidet, spazzolini da denti e neanche quei buffi rasoi per accorciarsi i peli del naso. In natura mangeremmo topi e insetti crudi, e non costolette di agnello alla scottadito, perché la cucina è patrimonio culturale immateriale dell'umanità, e non natura.
In natura non faremmo l’albero di Natale, non ci taglieremmo le unghie dei piedi e non avremmo le canottiere con la lana fuori e il cotone sulla pelle. Siete pronti a un mondo del genere? Io, francamente, no: così mi tengo stretto il mio tofu e la mia convinzione che lo stato di natura, ammesso che esista (e non lo credo), sia comunque ampiamente sopravvalutato.
E' pericoloso per la salute
Mangiare vegano fa male: ti mancano un sacco di nutrienti e ammettilo, ti tocca integrare. Sì, lo ammetto, mi tocca integrare. Di base, seguendo una buona e equilibrata alimentazione vegana, da integrare ci sono la B12 e gli omega3. Poco altro. Ma questo non è un articolo scientifico e non è di questo che voglio parlare. Se siete curiosi, c’è chi ne ha scritto con competenza qui e qui.
L’unica dieta che fa davvero male alla salute è quella onnivora: forse non alla nostra, ma a quella degli animali di sicuro
Sui pericoli legati al consumo di carne e latticini invece non mi ci metto proprio, perché il punto non è questo. Volete fare qualcosa che non fa bene alla salute? Avanti tutta: figuratevi che io bevo, fumo e faccio molto meno esercizio fisico di quanto dovrei. Se davvero dovessimo mangiare solo quello che ci fa bene, dal mondo sparirebbero la Nutella, la focaccia ligure, la cioccolata calda e la pasta al forno. Quindi io la metterei così: al netto delle numerosissime ricerche scientifiche esistenti, l’unica dieta che fa davvero male alla salute è quella onnivora: forse non alla nostra, ma a quella degli animali di sicuro.
Anche le piante provano dolore
Di questo capitolo fanno parte tutta l’infinita serie di paragrafi tipo: le piante provano dolore, le piante comunicano, le piante muoiono quando le mangi e mentre le mangi sono vive, quindi quando mangi una zucchina è come se ti mangiassi un animale vivo senza neanche averlo ucciso prima. Ma a comunicare sono anche i batteri: e quindi si apre tutto un capitolo sui batteri usati per produrre gli integratori, ridotti prima in schiavitù e poi barbaramente uccisi, neanche fossero delle semplici mucche. E cosa dire delle zanzare in estate, delle mosche durante i pic-nic, dei moscerini quando vai in scooter e delle api (signora mia, ma alle api non ci pensa?), sterminate per produrre gli avocados che pare al mondo mangino solo i vegani.
Se le piante parlano, i batteri comunicano, e anche le zanzare hanno la loro da dire, perché mai dovremmo preoccuparci del benessere delle mucche
Ma ci sono pure i microrganismi presenti in un bicchier d’acqua quando beviamo, o le infezioni batteriche che noi vegani sterminiamo senza nessun cuore ogni volta che prendiamo gli antibiotici. Ora, per amore di discussione, ammettiamo che il ragionamento: “Visto che è inevitabile uccidere i batteri, allora tanto vale ammazzare le mucche” abbia una sua logica (e no, non ce l’ha. Ma facciamo finta che ce l’abbia) e proviamo ad applicarlo alla nostra vita quotidiana: 1) visto che un’igiene intima davvero radicale è impossibile (oltre che non auspicabile) allora buttiamo i bidet giù dal balcone; 2) visto che una relazione in cui non si litighi mai è impossibile, allora prendiamo a schiaffi il nostro partner ogni volta che torniamo a casa; 3) visto che l’acqua che beviamo non sarà mai completamente priva di inquinanti, allora beviamo direttamente la candeggina; 4) visto che vivere una vita senza commettere mai neppure un piccolo gesto di inciviltà è impossibile, allora andiamo in giro a rapinare le vecchiette e a corcare di botte quelli che ci fregano il parcheggio. Si può fare, c’è chi lo fa (il punto 1 lo fanno nazioni intere, i punti 2 e 4 lo fanno fin troppe persone. Il punto 3 sarebbe bello se lo facessero tutti quelli di cui al punto 2 e 4), ma raramente sono i pensatori più lucidi fra le persone che conosco. Poi, se davvero vi sta a cuore la questione delle piante che ascoltano Mozart e dei batteri che se la raccontano davanti alle serie tv, ne parlerò più diffusamente in un prossimo articolo. Comunque, spoiler, pare che l’ultima stagione di Game of thrones non sia piaciuta neanche a loro.
Il problema sono gli allevamenti intensivi
Risposta breve: no, il problema non sono gli allevamenti intensivi. Quelli sono una roba mostruosa, che chi li ha inventati dovrebbe prendersi a schiaffi ogni volta che passa davanti allo specchio, che anche i carnivori un po’ se ne vergognano (salvo poi far finta di niente). Ma no: non sono loro il problema. Il problema, per metterla giù facile, è che se anche eliminassimo gli allevamenti intensivi, per mangiare una bistecca tocca prenderla dal sedere di una vacca. E la vacca, prima di tagliarle una fetta di culo, tocca ucciderla. E sempre quella stessa vacca, ci piaccia o meno, potrebbe non esserne entusiasta. Tutto si riduce a questo.
Per mangiare la carne, bisogna uccidere un animale, e forse, il problema è tutto lì. Se non per noi, di sicuro per gli animali
È vero: noi in cambio le garantiamo una vita agiata, le offriamo vitto e alloggio e protezione dai predatori selvatici. Ma poi l’ammazziamo e la mangiamo. Non so voi, ma se a me facessero una proposta del genere, non sono convinto che farei i salti di gioia. Poi certo, dipende dai termini dell’accordo: mi mantieni a tue spese, con tutti gli agi e i privilegi del mondo, che so, fino ai 90 anni, e poi mi tiri il collo per farmi diventare un brodino, ti dico che ci potrei anche stare (e comunque te lo dico adesso, che di anni ne ho 50. Me lo chiedessi a 89, facile facile che ti dica di no). Con l’ipotetico contratto di cura stipulato con le vacche invece, mantenendo più o meno le proporzioni, il collo me lo avrebbero tirato che neanche avevo 10 anni. Ma che, scherziamo: ancora dovevo fare l’amore. Ma di che stiamo a parlà!




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