Il chutney nacque in Africa e il curry é piú british del té delle cinque
- Fabio Zaccaria

- 11 gen 2022
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 7 nov 2022
Breve viaggio gastronomico fra le prime comunitá umane di cacciatori e raccoglitori e i mercanti della Compagnia delle Indie orientali

La più diffusa delle leggende che ne circonda l’origine, farebbe risalire la nascita del chutney al Diciassettesimo secolo, quando Shah Jahan, imperatore del subcontinente indiano, si ammalò e venne curato grazie alla somministrazione di un pasto leggero e speziato, profumato con menta, coriandolo, tamarindo e datteri. Ma le date non tornano.
“Se la sua invenzione fosse cosí tarda, dovrebbero esistere una serie pressoché infinita di documenti che la testimonino in maniera ben più dettagliata, come accade per le grandi ricette di Sei, Sette e Ottocento. Cosa che, invece, non accade”
“Di fatto — spiega Pushpesh Pant, accademico, critico alimentare e storico indiano — il chutney, nella sua forma più semplice, altro non è che una pasta in cui diversi ingredienti vengono pestati in modo molto grossolano e potrebbe essere una delle ricette più antiche preparate dall’Homo sapiens".
Fu inventato prima della scoperta del fuoco
È ragionevole pensare che il chutney sia stato inventato quasi per caso dalle comunità di cacciatori-raccoglitori, prima ancora della scoperta della cottura degli alimenti: bacche, frutta e foglie e insetti vengono semplicemente pestati, come ancora si fa in molte parti dell’India”. Un ottimo espediente anche per nobilitare gli avanzi. “Storicamente entrano a far parte di queste preparazioni gli scarti del pesce o della carne, che in una cultura fortemente patriarcale come quella indiana erano tutto quello che potevano mangiare le donne, tenute per tradizione a consumare i pasti solo quando gli uomini avevano terminato il proprio, accontentandosi di mangiare quello che restava”.


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